L’European Society of Cardiology (ESC) ha reso disponibili le nuove linee guida per trattare al meglio con lo sport le malattie cardiovascolari, ormai sempre più diffuse a causa di stili di vita sempre più sedentari e livelli di obesità in costante crescita.

Il direttore della cardiologia all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport di Roma e co-presidente della Task Force per le linee guida, Antonio Pelliccia, ha affermato infatti che:

“l’esercizio fisico regolare non solo previene le malattie cardiache, ma riduce anche la morte prematura nelle persone con malattie cardiache accertate”.

Questo sta a significare che chiaramente chi intraprende per la prima volta un’attività sportiva, soffrendo di una malattia cardiaca, debba prima di tutto consultare il medico e successivamente accedervi in maniera graduale e sicura, senza sforzi eccessivi specialmente.

In merito a questo il Dott. Pelliccia ha esposto un esempio di una malattia cardiovascolare sempre più diffusa, la fibrillazione atriale:

“le persone con fibrillazione atriale che stanno assumendo anticoagulanti dovrebbero evitare gli sport di contatto a causa dei rischi di sanguinamento”.

Allo stesso tempo questo non vuol dire precludersi la possibilità di praticare sport, come per le persone portatrici di pacemaker:

“le persone con pacemaker non dovrebbero essere scoraggiate dal praticare sport (ad eccezione degli sport di collisione) a causa del dispositivo. Tuttavia, devono adattare la loro scelta in base alla malattia sottostante”.

Quello che viene detto vuole essere di stimolo per chi pensa ancora che la malattia cardiaca sia un ostacolo insormontabile per accedere allo Sport, quando in realtà ne previene i danni se prese le dovute precauzioni da concordare con il proprio medico curante.

In un Mondo in cui la sedentarietà mette a serio rischio il cuore di ognuno di noi, trova sempre risposta efficace nel movimento, anche disimpegnato e leggero, ma con il fattore incisivo della costanza e l’attenzione.