I risultati negativi dello studio “Navigate ESUS” recentemente pubblicato sul “New England Journal of Medicine” evidenziano ancora una volta che il trattamento personalizzato su ogni singolo paziente sia la più corretta strategia per effettuare la terapia corretta sui pazienti interessati e in tal senso il Reveal LINQ, in base ai risultati del Crystal-AF, resta il gold standard per l’identificazione dei pazienti con Fibrillazione atriale.

L’ipotesi da testare nel Navigate-ESUS era che gli anticoagulanti orali (Rivaroxaban, Bayer) come prima scelta terapeutica potessero essere più efficaci della terapia antiaggregante (Aspirina), senza quindi necessità di distinguere tra pazienti con Fibrillazione atriale e non.

Invece su uno studio di 7200 pazienti lo studio non ha dimostrato nessun beneficio dell’anticoagulante contro l’antiaggregante.

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